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Addio Maradona: le grandi sfide di Diego contro il Milan

La morte di Maradona lascia una grande tristezza ricordando gli scontri scudetto contro il Milan di Sacchi e del trio olandese

Quella di Diego Armando Maradona è stata una delle storie più belle che il calcio moderno abbia mai visto. Arrivato al Napoli nell’estate del 1984 dal Barcellona, El Pibe de Oro ne ha scritto la storia con prestazioni indelebili e gol funambolici. Con il Napoli ha conquistato due scudetti: quello del 1986/87 e del 1989/90. Contro il Milan di Sacchi e del trio olandese Diego e il suo Napoli hanno incantato generazioni di tifosi, con duelli calcistici spettacolari e sfide scudetto che rimarranno negli annali della storia del calcio. Prima del suo addio il 25 novembre 2020, che ha scosso il mondo del calcio.

Il primo Napoli di Maradona e lo scudetto azzurro 1986/87

La prima sfida nota tra il Napoli di Diego Armando Maradona e il Milan risale alla stagione 1984/85 ed è impalpabile, il gioiello degli azzurri non brilla e al San Paolo la partita finisce con uno sterile 0-0. A San Siro, Diego andrà a perdere 1 a 2: ma è ancora un Napoli acerbo che si prenderà infatti già l’anno dopo la sua rivincita. Contro il Milan del neo presidente Berlusconi infatti, il Napoli vince 2 a 0 al San Paolo e va a vincere a San Siro per 1 a 2. In quella partita Diego sigla pure una rete su assist di Bagni. Si tratta certamente di sfide importanti per il campionato, ma il bello deve ancora venire.

L’anno successivo, nella stagione 1986/87, è quello del primo scudetto del Napoli che a San Siro non va oltre lo 0 a 0 e che al San Paolo, grazie ad una vittoria per 2 a 1 sui rossoneri, assicurerà agli azzurri la leadership del campionato e raccoglierà così i frutti di una stagione sofferta ma meritata. In quella storica partita, Maradona segna il 2 a 0 su assist al bacio di Giordano. Una perla del dies argentino che si inserisce con astuzia in mezzo alla difesa rossonera. Il pallone sembra rimanere incollato ai suoi piedi e con una serie di dribbling El Pibe de Oro manda a vuoto i difensori, tra cui un giovanissimo Paolo Maldini, e buca il portiere Nuciari. Alla fine della stagione il Napoli è campione d’Italia. La vittoria arriva matematicamente alla penultima giornata grazie il pareggio per 1 a 1 contro la Fiorentina. Diego può così festeggiare il primo scudetto della storia del Napoli e di Maradona.

Il 1° maggio 1988: una data amara per Diego

Il 1987/88 è l’anno della rivalsa del Milan. Il Napoli neo campione d’Italia è un po’ smarrito, anche se in estate arriva al San Paolo il brasiliano Careca. il Milan di Berlusconi fa acquisti importanti. Arrivano Sacchi per la panchina rossonera e una coppia di stranieri che farà parlare di se: Van Basten e Gullit. Le due squadre si contendono la testa della classifica: all’andata il Milan si impone a San Siro per 4 a 1.

Non sembra ma è già un avvertimento di quelli che saranno gli esiti della stagione. Le due squadre si giocano lo scontro scudetto nella partita di ritorno al San Paolo il 1° maggio 1988. Il Napoli è avanti di cinque punti sui rossoneri ma al San Paolo si respira un aria pesante. Restano nella memoria collettiva le parole di Diego Armando Maradona alla vigilia di quella sfida. “Non voglio vedere neanche una bandiera rossonera”. Il San Paolo lo accontenterà tingendosi completamente di azzurro. Diego provò anche ad arginare l’iniziale vantaggio rossonero segnando una delle sue diaboliche punizioni al sette. Il Milan vincerà quella partita 2 a 3 grazie alla doppietta di Virdis e al gol di Van Basten e avvicinerà il Napoli in classifica. Con quella sconfitta gli azzurri andranno in totale crisi tanto che perderanno quattro delle ultime cinque gare di Serie A. Il Milan si laureerà campione.

Le rivincite e il 2° scudetto azzurro

L’anno successivo, quello della vittoria del titolo finale all’Inter, Maradona non si è scordato della sconfitta-scudetto dell’anno precedente e al San Paolo il Milan tracolla subendo un roboante 4 a 1 in cui Diego segna un altro dei suoi gol più belli. Pallonetto di testa a Galli da più di 30 metri con la difesa del Milan beffata sul lancio di Crippa: palla che con i giri giusti rimbalza piano piano fino ad insaccarsi in rete. Diego servirà la palla del secondo gol a Careca, e grazie alla doppietta di quest’ultimo e al gol di Francini il Napoli e Maradona completeranno la personale rivincita.

Il campionato 1989/90 fu un testa a testa psicologico tra Napoli e Milan, una guerra punto a punto. Gli scontri diretti ne sono la dimostrazione: botta e risposta, ovvero 3 a 0 dato e restituito in casa di ognuna delle due squadre. All’andata al San Paolo Maradona fu protagonista di tutte e tre le reti servendo due assist per i primi due gol di Carnevale e chiudendo la partita con il terzo gol. Poi L’episodio che agli atti decise quel campionato. La famosa monetina in testa ad Alemao. A Bergamo contro l’Atalanta il calciatore partenopeo fu colpito in testa da una moneta lanciata dagli spalti e fu portato in ospedale. Allora per casi come questo scattava automaticamente la vittoria a tavolino per 2 a 0, e così fu. Ci furono molte polemiche sull’accaduto soprattutto da parte dei rossoneri che sostennero il ricorso senza successo dell’Atalanta.

Il Milan nella stessa giornata fu fermato sul pari dal Bologna e il Napoli effettuò il sorpasso sui rossoneri. Nella penultima giornata il Milan perse clamorosamente 1 a 2 contro un Verona che lottava per non retrocedere. Successe di tutto in quella partita: l’arbitro Lo Bello espulse ben quattro milanisti, compreso l’allenatore Sacchi. nel frattempo il Napoli passeggiava sul campo del Bologna per 2 a 4. Quell’anno Diego Armando Maradona portava a Napoli il secondo scudetto. I partenopei vinsero la Serie A davanti al Milan di Sacchi e del formidabile trio olandese formato da Van Basten Gullit e Rijkaard. I rossoneri si consolarono con la Coppa dei Campioni, la seconda consecutiva. Il Milan di Berlusconi nei successivi 21 anni ne avrebbe conquistate altre cinque insieme ad altri sette scudetti, tre Supercoppe europee e una coppa del mondo per club, ma questa è un’altra storia.

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