Ralf Rangnick
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Milan, Rangnick precisa: “Non avrei tenuto Ibrahimovic”

Ralf Rangnick è tornato a parlare del mancato approdo al Milan. Ha sottolineato come con lui Ibrahimovic non sarebbe rimasto

Dopo alcune settimane di silenzio in seguito all’annuncio del mancato accordo tra il Milan e Rangnick, il manager tedesco ha parlato a proposito di questa vicenda, non risparmiando qualche frecciatina. Il tedesco ha parlato a tutto tondo del progetto Milan, dagli organi dirigenziali, tirando in ballo Maldini e Boban, fino a Ibrahimovic che se fosse stato lui al comando non gli avrebbe offerto il rinnovo.

Nessun problema con la dirigenza

Quando Boban ha salutato il Milan, molti hanno dato la colpa a Rangnick. Il manager tedesco però non reputa giuste queste voci: “Io non ho mai parlato di Boban. Se mi chiedete se sono stato io il responsabile del suo addio al progetto Milan, dovete girare la domanda ai dirigenti rossoneri e ai diretti interessati. Non certamente a me”.

Lui ribadisce come abbia una regola, non valutare le persone che non conosce, e usa lo stesso metodo per Maldini: “Io non ho mai detto mezza parola sul Milan, mai. Ho una regola: non parlare di chi non conosci. Maldini da giocatore è stato una leggenda, ma non posso dirne lo stesso da direttore sportivo perché non ne conosco l’operato. Mi chiedo solo se la proprietà del Milan è contenta dei risultati in rapporto alla quantità di denaro speso”.

Non avrei rinnovato Ibrahimovic

Anche sullo svedese Rangnick non si risparmia ed esprime tutte le sue perplessità per il rinnovo di contratto: “La domanda da fare è: perché il Milan si è rivolto a me? Cosa volevano da me? Se lo hanno fatto è perché magari cercavano una svolta. Non è nel mio stile puntare sui 38enni, anche se sono bravi come Ibrahimovic. Preferisco creare valore, sviluppare giovani talenti. Per me ha poco senso puntare su Ibra e Kjaer, ma questa è la mia idea. Quando Zlatan ha detto che non mi conosceva aveva ragione: non ho mai parlato con lui, non lo conosco neanch’io”.

Prende in esempio l’Atalanta, che spendendo meno riesce a ottenere risultati migliori: “L’esempio è a 30 km da Milano: l’Atalanta ha un terzo del fatturato del Milan ma arriva davanti. Fanno affari intelligenti, hanno giovanili tra le migliori d’Europa. Gasperini poi è bravissimo, ma vincono di squadra”.

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