Rebic Milan
Interviste

Milan, Rebic sicuro: “Giocare con Ibrahimovic è il mio ruolo preferito”

L’attaccante rossonero ha utilizzato parole non dolci verso il portiere juventino: “A Szczesny che mi ha detto di non fare il fenomeno, ho risposto col gol”

Ante Rebic si è raccontato in un’intervista a Sportweek – settimanale della Gazzetta dello Sport – parlando di molte situazioni del mondo rossonero. L’attaccante croato che con Pioli e soprattutto dopo l’arrivo di Ibrahimovic ha iniziato a dimostrare tutto il suo valore è sicuro sul fatto che lo svedese possa essere decisivo anche nel Milan del futuro: “Ibrahimovic è un leader. Prima della partita con la Juventus ci diceva ‘farò vedere agli juventini come si gioca al calcio’. È il suo modo per caricarci”.

Convinto anche del suo futuro, che vede sempre più a tinte rossonere dopo un inizio non proprio dei migliori: “Con Giampaolo non ho mai parlato. Quando a gennaio sono andato a Francoforte per vendere la mia casa, i giornali invece hanno scritto che tornavo all’Eintracht. Non volevo andar via senza avere un’occasione, quando questa è arrivata l’ho presa al volo. Adesso sono convinto di valere e resterò al Milan.

Ibrahimovic anche nel futuro del Milan: “C’è bisogno di lui”

L’intervista inizia parlando del personaggio e uomo-guida di questo Milan: Zlatan Ibrahimovic. Il ruolo che Rebic occupa nello scacchiere rossonero non importa, la cosa principale è che in campo ci sia lo svedese: “Giocare con uno come Ibrahimovic che prende la palla di testa e mi apre gli spazi è stupendo. L’anno scorso all’Eintracht abbiamo fatto bene perché io attaccavo la profondità, Jovic faceva gol e Haller vinceva tutti i duelli aerei. Io sapevo che lui l’avrebbe presa di testa e mi buttavo dentro. Così succede oggi con Zlatan”.

L’attaccante rossonero non ha dubbi nemmeno quando gli chiedono il suo pensiero sul probabile addio dello svedese a fine stagione perchè non rientrerebbe nei piani del probabile nuovo manager Rangnick: “C’è bisogno di lui, perchè è un vero leader. Anche Kjaer e Begovic sono importanti. Giocatori maturi che sanno come calmarti o spronarti. Ibrahimovic ha portato tanto a tutti. Quando lui dice qualcosa, molti stanno zitti. Se invece io non la penso come lui, glielo dico”.

“Perdi 2-0 non fare il fenomeno”

Rebic si sofferma sull’ultima grande sfida contro la Juventus, vinta dalla sua squadra 4-2 con una grande rimonta, alla quale anche lui ha partecipato segnando il gol finale. Rimarcando la sua esultanza dopo le parole del portiere bianconero: “Dopo un battibecco con Higuain, Szczesny mi dice: “Perdi 2-0, non fare il fenomeno”. Non gli rispondo, normalmente avrei replicato perché una cosa che non mi piace è quando mi sottovalutano. Ma stavolta non ho aperto bocca. A Szczesny ho risposto in un altro modo – col gol del 4-2 – questa è la mia forza nella testa. Chi mi attacca, mi carica“.

Il croato ha continuato con parole non dolcissime nei confronti degli juventini, soprattutto Higuain e Bernardeschi, rei di stare troppo a terra: “Nella partita vinta contra la Juventus, a un certo punto ho detto qualcosa a Higuain. Non mi piacciono quelli come lui che, grandi e grossi, a ogni contatto restano a terra per tre minuti. Idem Bernardeschi. Lo stesso era successo anche contro la Spal. Ibrahimovic prende un sacco di botte ma si rialza subito e senza un lamento, gli altri piangono troppo”. 

Rangnick e Jovic nel Milan del futuro

Rebic ha parlato anche di Ralf Rangnick che conosce benissimo per aver lavorato insieme al manager al Lipsia: “Avevo fatto bene al Mondiale in Brasile (nel 2014) e Rangnick chiama il mio procuratore dicendo che vuole prendermi. Venne apposta a Firenze e mi fece scegliere dove giocare se al Salisburgo o al Lipsia. Scelgo il Lipsia per l’importanze del progetto anche se era in seconda divisione. Però gioco poco perché l’allenatore – Alexander Zorniger – aveva un suo gruppo di giocatori fidati nel quale non c’era spazio per i nuovi”.

La svolta arriva il 2016 quando viene venduto dalla Fiorentina ai tedeschi dell’Eintracht Francoforte. Qui fa coppia col giovanissimo Luka Jovic, adesso in forza al Real Madrid ma che piace molto al Milan: “Non è un caso se è andato al Real Madrid. Le cose non gli sono andate bene perché ha avuto troppi infortuni, non so poi cosa sia successo nella sua testa e adesso lì hanno un’immagine di lui che non è quella reale. Jovic deve concentrarsi solo sul calcio, perché è forte davvero”.

“Abbiamo preso la strada giusta e dobbiamo continuare”

Il croato spiega come è avvenuto il cambio di marcia del Milan, che nel post lockdown sembra una squadra completamente diversa rispetto all’inizio dell’anno: Negli ultimi anni è cambiata più volte la proprietà, sono cambiati gli allenatori. La squadra ha fatto fatica. I primi tre-quattro mesi di questa stagione erano iniziati male come al solito, adesso però abbiamo preso la strada giusta e dobbiamo continuare, perché abbiamo qualità”.

Secondo Rebic alla squadra mancava fiducia nei propri mezzi, dopo anni di critiche e pressioni che non hanno portato il Milan dove gli spetta: “Tutti i giocatori che sono qui hanno fatto benissimo dove giocavano prima, avevamo solo bisogno di un po’ di fiducia. Da gennaio giochiamo molto meglio di prima, ci conosciamo di più. Io conosco meglio i miei compagni e loro conoscono meglio me. E in dieci giorni abbiamo battuto Roma, Lazio e Juventus”.

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