Ralf Rangnick
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Milan, nel futuro c’è Rangnick. Possibile chance per Pioli e Maldini

Sembra fatta per Rangnick al Milan come allenatore e direttore tecnico per i prossimi tre anni. Pioli potrebbe rimanere sulla panchina e per Maldini si prospetta un nuovo ruolo in società

Tanto tuonò che piovve. Era voce ormai insistente e sembrerebbe ora concretizzarsi quella che accostava l’ormai ex manager della Red Bull Ralf Rangnick al Milan. Si tratta solo di definire il quando e soprattutto il come: dopo la rottura con Boban, infatti, il Milan vorrebbe evitare mal di pancia e divisioni interne all’ambiente ma l’accavallarsi di profili sulla stessa poltrona non rendono affatto chiaro – al momento – lo scenario futuro.

Chi è Ralf Rangnick

Ralf Rangnick è nato a Backnang, nel distretto di Stoccarda in Germania, il 29 giugno 1958. Gioca come centrocampista solamente nelle serie dilettantistiche tedesche, prendendo già a 22 anni il patentino da allenatore. Dopo alcune esperienze nelle serie minori, rileva in corsa la panchina dello Stoccarda nella stagione 1998/99 per poi portarla alla vittoria dell’Intertoto appena due anni dopo.

Successivamente Rangnick continua a stupire, ottenendo la promozione in Bundesliga con l’Hannover prima e portando poi lo Schalke fino al secondo posto in classifica nel 2004/05 e poi in semifinale di Champions League nel 2010/11 (vincendo anche la Coppa di Germania). A cavallo tra le due esperienze in Renania, Rangnick compie il doppio salto dalla terza divisione tedesca alla massima serie con l’Hoffenheim prima di dimettersi a causa di divergenze con la società.

Nel 2012 diventa direttore sportivo delle squadre del gruppo Red Bull: RB Salisburgo e RB Lipsia. Allena in due parentesi il Lipsia – pur mantenendo la carica societaria – ottenendo prima la promozione in Bundesliga – nel 2015/16 – e poi il terzo posto in campionato – nel 2018/19 – con la qualificazione in Champions e la finale di coppa nazionale persa contro il Bayern. Oggi è responsabile dello sport e dello sviluppo calcistico per il gruppo Red Bull.

Il momento positivo di Pioli e le opportunità future

Per Stefano Pioli potrebbe invece materializzarsi una beffa clamorosa. O una nuova opportunità. Un Milan rigenerato proprio dal tecnico emiliano, capace di restituire un’identità alla squadra e traghettarla dal 14° posto in classifica alla possibile qualificazione in Europa League, che potrebbe “ringraziare” l’allenatore facendolo accomodare fuori dalla panchina rossonera. Un fulmine a ciel sereno, nel migliore momento stagionale del Milan, che potrebbe però far maturare dei ripensamenti all’interno della società.

Esiste infatti la possibilità che Pioli possa giocarsi in questo finale di stagione un altro anno di contratto, con Rangnick che si accontenterebbe di insediarsi dapprima come direttore tecnico per poi subentrare solo nella stagione 2021/22 come allenatore del Milan. Questa soluzione rappresenterebbe un premio per l’allenatore e un segnale distensivo per tutto l’ambiente, ma molto passerà dai risultati che Pioli riuscirà a maturare da qui alla fine di questo strano campionato.

Possibile nuovo incarico per Paolo Maldini: accetterà?

Il mal di pancia più fastidioso sembra invece rappresentato da chi è già bandiera del Milan, per quanto fatto in campo. Paolo Maldini aveva accettato un progetto giovane e ambizioso al Milan accanto all’amico Zvonimir Boban, con la direzione sportiva affidata a Massara e Gazidis a fare da tramite con Londra. Poi qualcosa ha iniziato ad incrinarsi nei rapporti inter-societari, tanto che la condivisione non sembrava più essere la parola magica al Milan: punti di vista diversi  in chiave mercato, come nel caso Correa, poche garanzie di investimento – come nel tesoretto ottenuto dalla cessione di Piatek – e le voci insistenti che accostavano Rangnick al Milan in un momento sportivo già molto delicato.

Con l’addio di Boban, che ha parlato più volte di poca trasparenza e di trame alle spalle degli ex campioni del Milan, è chiaro che anche Maldini abbia accusato il colpo prima di uscire poi allo scoperto con due dichiarazioni pungenti nei confronti del manager tedesco. Se prima Rangnick era infatti “non un profilo giusto da associare al Milan“, lo sfogo vero e proprio è arrivato con la famosa frase “prima di imparare l’italiano dovrebbe dare una ripassata ai concetti generali del rispetto” in risposta alla richiesta di pieni poteri gestionali da parte di quello che sarebbe il prossimo direttore tecnico del Milan.

Insomma, a Maldini potrebbe non andare proprio giù un’eccessiva invasione di campo né tantomeno un ruolo da “ambasciatore” del club sul modello di Nedved alla Juventus, neanche se condito dalla vicepresidenza.

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