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Leggende rossonere

Leggende rossonere: Gennaro Gattuso, sempre al servizio della squadra

La grinta, la personalità e il carisma hanno contraddistinto la carriera del centrocampista calabrese. Leader indiscusso per squadra e tifosi

Il mio Pallone d’Oro è rubare più palloni possibile. Era questo il credo di Gennaro Gattuso quando macinava chilometri su e giù per il terreno di gioco. Durante la sua carriera ha scritto pagine importanti nella storia del Milan, contribuendo a tanti successi nell’era Ancelotti.

Il cuore che metteva in campo era superiore alle sue carenze tecniche, grazie a questo è riuscito sempre a raggiungere gli obiettivi che si era prefissato da ragazzino. La storia di un guerriero, considerato tra i migliori centrocampisti italiani.

Gennaro Gattuso: la storia

Gennaro Ivan Gattuso nasce il 9 gennaio 1978 a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza. Inizia da subito a giocare a calcio, seguendo le orme del padre Franco, che aveva giocato qualche anno in Serie D. All’età di 12 anni viene inserito nelle giovanili del Perugia, con i quali esordisce in Serie B a 17 anni. Il 22 dicembre 1996 è la data che segna la sua prima partita nella massima serie – sempre con la maglia degli umbri – nella gara contro il Bologna.

In quegli stessi anni alterna le partite con la Primavera a convocazioni in prima squadra, conquistando due campionati Primavera (1995/96 e 1996/97). Dopo otto presenze in Serie A col Perugia, nell’aprile del 1997 si trasferisce in Scozia – a parametro zero – ai Rangers Glasgow, firmando il primo contratto da professionista a due miliardi di lire per quattro stagioni.

In un anno e mezzo in Scozia – con 51 partite giocate e quattro reti segnate – viene acquistato dalla Salernitana per nove miliardi di lire. Nonostante la grinta e la passione messa in campo nelle 25 partite da titolare, non riesce ad evitare la retrocessione in Serie B dei campani. E nell’estate del 1999 il Milan lo preleva dai granata per 16 miliardi di lire.

Esordisce con la maglia rossonera numero 8 sulle spalle il 15 settembre 1999 in Champions League nella partita finita 0-0 contro il Chelsea. Nella prima stagione al Milan mette insieme 22 presenze e segna un gol, il primo in rossonero, contro il Bologna il 12 febbraio 2000. Si fa subito amare dai tifosi per il suo carattere esplosivo, andando ad affrontare – per niente intimorito – in un faccia a faccia l’interista Ronaldo nel corso del derby di andata.

Nella stagione successiva colleziona 36 presenze totali e zero gol, in un’annata di transizione per i rossoneri. Dal 2001/02 diventa titolare fisso nel centrocampo del Milan con l’arrivo sulla panchina di Carlo Ancelotti, che subentra all’esonerato Terim. Con Carletto i rossoneri ritornano a vincere in campionato e in Europa. Nella stagione 2002/03 – nella finale tutta italiana di Manchester contro la Juventus – il Milan torna sul tetto d’Europa, aggiudicandosi la Champions League. La vittoria della Coppa Italia completa la fantastica annata.

Il 2003/04 è l’anno del diciassettesimo scudetto milanista, con Gattuso che disputa 33 partite su 34 in campionato, mettendo a segno anche una rete. L’avventura in Champions League si ferma ai quarti di finale, con la rimonta subita al ritorno a La Coruna dopo il 4-1 dell’andata a San Siro. Durante questa stagione arriva anche il primo e unico gol in Champions segnato da Gattuso durante la sua carriera: il 10 marzo 2004 nel ritorno degli ottavi di finale segna il gol del 4-1 contro i cechi dello Sparta Praga.

La stagione 2004/05 inizia con il trionfo nella Supercoppa Italiana contro la Lazio, ma finisce con la clamorosa rimonta – da 3-0 a 3-3 e successiva sconfitta ai rigori – subita dal Liverpool nella finale di Istanbul in Champions League. Il 2005/06 è l’anno più prolifico per Gattuso che termina con tre gol in 49 partite disputate, un terzo posto in campionato e un’eliminazione in semifinale di Champions.

Il 23 maggio 2007 vince la sua seconda Champions League – la settima nella storia del Milan – vendicando la finale di Istanbul di due anni prima contro il Liverpool. La stagione era cominciata con la penalizzazione dei rossoneri implicati nello scandalo Calciopoli, e il declassamento al quarto posto del campionato precedente, con l’avventura in Champions League partita dai preliminari.

Nella stagione successiva vince la Supercoppa Europea, battendo 3-1 il Siviglia, e il 16 dicembre 2007 si aggiudica il Mondiale per club – vendicando la sconfitta subita anche in questo caso due anni prima – vincendo in finale contro il Boca Juniors.

Il 7 dicembre 2008, dopo una prima parte di stagione da protagonista, Gattuso subisce un grave infortunio nella partita contro il Catania: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Questo gli fa saltare tutto il resto della stagione, rientrando in campo durante l’ultima partita dell’anno. Durante la prima partita della stagione 2009/10, il 22 agosto 2009 contro il Siena, disputa la gara numero 400 con la maglia del Milan, e per l’occasione indossa anche la fascia di capitano.

Nel 2010/11 Gattuso vince per la seconda volta il campionato di Serie A, ritornando al gol dopo tre anni di astinenza il 5 marzo 2011, decidendo la partita vinta 1-0 contro la Juventus. Con una ciofeca come ammesso dallo stesso Rino a fine partita. Il 6 agosto 2011 sconfiggendo l’Inter nella finale di Pechino, i rossoneri si aggiudicano la Supercoppa Italiana, che resterà l’ultimo trofeo vinto da Gattuso col Milan. Sarà questa la sua ultima stagione milanista, conclusa con sole sette presenze totali a causa di una miastenia oculare che gli farà saltare gran parte del campionato.

L’11 maggio 2012 decide di lasciare il Milan dopo 13 stagioni, con 468 presenze e 11 gol, non rinnovando il contratto in scadenza e concludendo così la carriera in rossonero.

Termina la carriera agonistica in Svizzera, col Sion, nella stagione 2012/13 con 32 presenze totali e un gol. il 25 febbraio 2013 il presidente della squadra svizzera gli affida la panchina della squadra, vincendo nella partita di esordio 2-0 contro il Losanna. Resta in carica come primo allenatore per un mese, quando viene affiancato da Rossini in possesso del patentino UEFA, al contrario di Gattuso. I due però vengono esonerati il 13 maggio. Terminata la stagione, Gattuso si ritira dall’attività agonistica.

Inizia ufficialmente la carriera da allenatore nell’estate 2013, quando Zamparini gli affida la panchina del Palermo, in Serie B, venendo esonerato dopo appena sei giornate. L’anno seguente si accorda coni greci dell’OFI Creta. Anche questa avventura finisce male, si dimette a dicembre. Dopo un anno di inattività, Gattuso torna ad allenare in Italia, guidando il Pisa alla promozione in Serie B al termine del campionato. Si dimette a causa dei problemi finanziari del club, ma viene richiamato dopo un mese risoltasi la crisi. Il campionato termina con l’ultimo posto dei pisani e la retrocessione in Serie C.

Viene ingaggiato per allenare la formazione Primavera del Milan, e a fine novembre 2017 viene promosso come allenatore della prima squadra in seguito all’esonero di Montella. I rossoneri sono eliminati dall’Arsenal negli ottavi di Europa League, perdono la finale di Coppa Italia contro la Juventus e dopo un grande girone di ritorno giungono sesti in campionato.

L’anno seguente Gattuso riesce a portare il Milan in piena fase di riassetto societario al quinto posto in campionato, ad un solo punto dalla qualificazione in Champions League. Il 28 maggio 2019, dopo un anno e mezzo, la società comunica la rescissione consensuale del contratto. Dall’11 dicembre 2019 allena il Napoli, in sostituzione di Ancelotti esonerato dal presidente De Laurentiis.

Gennaro Gattuso: il palmares

Nelle sue 13 stagioni al Milan, Gattuso ha conquistato tutti i trofei possibili sia nazionali che internazionali. Nel 2006 si è classificato al 14° posto nella graduatoria del Pallone d’Oro, assegnato a Fabio Cannavaro. La sua bacheca dei trofei è arricchita anche dal Campionato Mondiale 2006 vinto con la maglia della nazionale Italiana, e dal Campionato Europeo 2000 vinto con la selezione Under-21.

2 Campionati di Serie A

1 Coppa Italia

2 Supercoppe Italiane

2 Champions League

2 Supercoppe Europee

1 Coppa del Mondo per club

A questi si aggiungono anche il Mondiale vinto in Francia con la nazionale azzurra.

Gennaro Gattuso: la carriera in Nazionale

Gattuso inizia la sua carriera in Nazionale dalle giovanili. È protagonista nel corso degli Europei 1995 dell’Under-18, conquistando il secondo posto finale. Con l’Under-21 disputa 21 partite mettendo a segno un gol, e vincendo il campionato Europeo di categoria nel 2000. Gioca anche le Olimpiadi del 2000 a Sydney, con l’Italia eliminata ai quarti dalla Spagna.

L’esordio con la Nazionale maggiore avviene il 23 febbraio 2000, nell’amichevole vinta 1-0 contro la Svezia. Segna la sua unica rete con la maglia azzurra durante la sua prima partita da titolare, il 15 novembre 2000 nell’amichevole vinta 1-0 contro l’Inghilterra.

Con la maglia della Nazionale colleziona 73 presenze totali con una sola rete. Ha preso parte a tre Mondiali (2002, 2006 e 2010) e a due Europei (2004 e 2008), con la gioia del trionfo in Germania nel Mondiale 2006.

Gennaro Gattuso: alcune curiosità

Gattuso per trasferirsi in Scozia scappò dal ritiro del Perugia dalla finestra. Il presidente Gaucci non voleva cederlo, ma l’offerta dei Rangers per il suo primo contratto da professionista era troppo allettante: “Con l’ingaggio che mi avrebbero dato in Scozia, era da pazzi non andarci. Mio padre mi avrebbe preso a calci se non fossi andato”.

È stato nominato miglior calciatore del Campionato Primavera 1996/97, poi vinto con la maglia del Perugia.

Molto attivo nel sociale, ha una associazione Onlus “Forza Ragazzi”, che da una mano agli adolescenti calabresi meno fortunati.

Un gruppo di emigrati calabresi in Canada, nella cittadina di Oshawa, ha istituito per il 25 giugno di ogni anno il “Gattuso Day” in onore del centrocampista.

Soprannominato inizialmente Braveheart dai tifosi scozzesi dei Rangers Glasgow, successivamente Ringhio dai tifosi milanisti, per la sua carica agonistica e la resistenza atletica che lo hanno reso molto abile nel contrastare gli avversari e recuperare palloni.

Durante l’episodio dell’infortunio al ginocchio contro il Catania – nel 2008 – Gattuso gioca tutta la partita nonostante lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Va avanti fino al 90′,  con l’aggiunta dell’arrabbiatura per un’ammonizione contestata che gli sarebbe costata la squalifica contro la Juventus nella gara successiva.

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