Paolo Maldini dirigente Milan
Interviste

Milan, Maldini attacca Rangnick: “Impari il concetto di rispetto prima dell’italiano”

Dure ed aspre parole del direttore tecnico del Milan nei confronti del manager tedesco, il suo futuro sempre più lontano dai rossoneri

Paolo Maldini rilascia all’Ansa pesanti dichiarazioni su Ralf Rangnick, considerando la richiesta del tedesco di un ruolo con pieni poteri gestionali come oltraggiosa e fuori luogo. Probabilmente queste parole spingono ulteriormente ai margini il dt del Milan, con l’amministratore delegato Gazidis e la proprietà Elliott sempre più indirizzati verso il cambio ai vertici della gestione tecnica. Il manager tedesco è da tempo indicato come successore di Pioli e del duo Maldini-Massara per la prossima stagione, ad avvalorare questa tesi anche il licenziamento di Boban lo scorso 7 marzo.

Rangnick punge continuamente i vertici del Milan

È da tempo che la proprietà rossonera cerca di convincere Ralf Rangnick a diventare il prossimo allenatore del Milan, ma il tedesco sembrerebbe prediligere il ruolo di manager dell’area tecnica. Alla Bild ha dichiarato: “Ho già detto che c’è stato un contatto con il Milan un po’ di tempo fa. Però con il problema del coronavirus al momento ci sono temi più importanti. Per convincermi ad accettare un’altra sfida del genere devono combaciare tantissime componenti. Non sono interessato agli aspetti finanziari. Per me si tratta di avere una certa influenza, che non c’entra col potere, anche se in certe situazioni ne hai bisogno per portare avanti certe cose”.

Vorrebbe andare a ricoprire lo stesso compito che svolge adesso per le squadre di proprietà del gruppo Red Bull, cioè responsabile del reparto calcio, un ruolo che racchiude le qualifiche di direttore sportivo e di direttore tecnico ma non di allenatore. Rilascia continue brevi dichiarazioni che vanno tutte in questa direzione. Cerca di spingere il Milan ad esporsi, a fare il passo decisivo per concedergli completamente le redini tecniche della società.

Maldini attacca: “Invasione di campo nei confronti di colleghi che lavorano per il bene della società”

Le ultime dichiarazioni hanno infastidito Maldini. Il direttore tecnico, già provato dall’allontanamento dell’amico-collega Boban e dalla particolare situazione in cui versa la squadra di cui è stato ed è tutt’ora una bandiera, valuta le parole di Rangnick come una pugnalata, dichiarando: “Alcune considerazioni vanno fatte, il tecnico tedesco parlando di un ruolo con pieni poteri gestionali sia dell’area sportiva che di quella tecnica, invade delle zone nelle quali lavorano dei professionisti con regolare contratto”. Continuando rincara la dose: “Avrei dunque un consiglio per lui, prima di imparare l’italiano dovrebbe dare una ripassata ai concetti generali del rispetto, essendoci dei colleghi che, malgrado le tante difficoltà del momento, stanno cercando di finire la stagione in modo molto professionale, anteponendo il bene del Milan al proprio orgoglio”.

Il divorzio a fine stagione sembra certo

Queste parole sembrano un messaggio di addio di Paolo Maldini. Già il 22 febbraio scorso aveva espresso parere negativo sul tecnico: “Rangnick? Ho letto. Sinceramente, da direttore dell’area sportiva, con il dovuto rispetto, non credo che sia il profilo giusto per associarlo al Milan”. Dimostrando di non essere a conoscenza dei piani futuri della proprietà e di non gradire la figura ingombrante del tedesco come suo possibile futuro collega. Si fa dunque sempre più larga la crepa tra Maldini e i vertici societari rossoneri, l’ex bandiera rossonera si avvicina al secondo addio con il Milan.

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