Rafael Leao allenamento Milan
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Milan, l’infortunio di Ibrahimovic spiana la strada a Rafael Leao

Il portoghese può approfittare dello stop del totem rossonero e della mancanza di alternative per mostrare finalmente il suo vero valore

Il ritorno agli allenamenti di gruppo non è stato foriero di buone notizie per il Milan, che al termine dell’ultima partitella ha perso Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, nel tentativo di agganciare un lancio di un compagno, si è accasciato a terra con una smorfia di dolore. Per parecchie ore si è temuto il peggio – c’era chi parlava già di carriera finita, ipotizzando l’interessamento del tendine d’Achille – ma gli esami hanno fatto tirare un sospiro di sollievo, evidenziando una “semplice” lesione del soleo del polpaccio destro che tuttavia terrà il trentottenne fuori dai giochi per quasi un mese.

Con la ripresa del campionato che sembra ormai alle porte, Pioli dovrà trovare in fretta il sostituto di Ibrahimovic nel 4-2-3-1 con cui finora sono arrivati i risultati migliori. Le alternative, però, scarseggiano: l’addio di Piatek nel calciomercato invernale ha fatto sì che nella rosa del Milan restasse un solo giocatore dalle caratteristiche tipiche delle prima punta, cioè lo stesso Ibrahimovic. In questa situazione, l’opzione più verosimile resta l’impiego di Rafael Leao in veste di unica punta.

Il momento del riscatto

C’è da dire che la stagione del portoghese, finora, non è stata certo esaltante. I due gol messi a segno – conditi da un solo assist – finora non sono sufficienti a giustificare i 23 milioni sborsati in estate al Lille, soprattutto se si considera l’importante minutaggio di 1055′. Il paragone con lo svedese, che sarebbe chiamato a sostituire è impietoso: ad Ibrahimovic sono bastati 395′ per realizzare due reti, e al momento è a quota tre in otto partite. Considerando il dato sull’intera carriera del campione di Malmo – 460 gol tra club e nazionale in 344 partite – è lecito che tremino un po’ le gambe.

In realtà il ventunenne portoghese ha caratteristiche che sono complementari a quelle del compagno di reparto più esperto, ma purtroppo per Pioli e per i tifosi rossoneri tra le differenze spicca in particolare un senso del gol poco sviluppato, che sembra dare ragione ai tanti addetti ai lavori per i quali Leao non sarebbe adatto a ricoprire il ruolo di prima punta. Nella precedente stagione in Ligue 1, i numeri erano stati un po’ più positivi – otto gol in 24 presenze – ma comunque ben lontani dalle medie dei cosiddetti “bomber”. Senza Ibrahimovic, bisognerà per forza trovare un antidoto alla sterilità offensiva del portoghese.

Attaccante molto rapido, che spesso indulge nel dribbling e nella giocata a effetto piuttosto che nella ricerca del gol, l’ex Sporting Lisbona è chiamato nella seconda parte di questa stagione travagliata a mostrare il suo vero valore. Ciò che gli manca è la continuità di rendimento e la stoffa del vero leader. Starà a Pioli lavorare sul suo atteggiamento mentale, in settimana e in partita, mentre Leao dovrà confermare le buone intenzioni manifestate nelle dichiarazioni di qualche settimana fa: “La squadra viene prima del singolo, l’importante è farsi trovare pronti quando si viene chiamati in causa”.

Come giocherebbe il Milan con Leao unica punta

4-2-3-1: G. Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Hernandez; Kessié, Bennacer; Castillejo, Calhanoglu, Rebic; LEAO

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