Paolo Maldini Milan
Leggende rossonere

Leggende rossonere: Paolo Maldini, il figlio di Cesare

Il capitano più amato dopo Baresi nel suo viaggio da “raccomandato” a difensore più forte della storia del calcio italiano

Cesare Maldini era già entrato da cinque anni a pieno diritto nella storia della Milan, dopo aver guidato la squadra alla conquista della prima Coppa dei Campioni di un club italiano, quando nel 1968 nasce il suo primo figlio maschio. Il 26 giugno di quell’anno, infatti, viene al mondo Paolo Maldini, che dal padre eredita l’eleganza, la correttezza e il sapiente trattamento del pallone, ma col tempo si rivelerà essere ancora più forte del già fortissimo “mulo di Servola”.

Paolo Maldini: la storia

E pensare che già a dieci anni, dopo aver trionfato nel torneo di calcio delle scuole milanesi, si apre davanti a Paolo la possibilità di scegliere se andare all’Inter o al Milan. La scelta per lui è quasi indifferente, visto che il giovane Maldini all’epoca tifa per la Juventus, complice le gesta della Nazionale del ’78 e l’adorazione per Roberto Bettega, ma il sangue rossonero ha la meglio: basta un provino e il 12 settembre 1978 Paolo Maldini diventa un giocatore del Milan. Per 31 anni sarà un giocatore rossonero, vestendo come unica altra maglia quella della Nazionale.

L’esordio avviene il 20 gennaio 1985 a Udine, quando Nils Liedholm lo manda dentro, ancora sedicenne, con la maglia numero 14 per sostituire l’infortunato Sergio Battistini nel ruolo di terzino destro. È l’unica presenza della stagione di Maldini, che però già l’anno successivo diventa titolare del Milan, giocando sempre e in tutti e quattro i ruoli della difesa. Da lì è un rapido crescendo: arriva il primo gol, contro il Como nel 1987, e poi nella stagione 1987/88 il primo scudetto. In pochi anni, Maldini si toglie di dosso senza particolare fatica l’etichetta di “raccomandato” che gli era stata affibbiata all’arrivo in Primavera.

Paolo dimostra di imparare in fretta e la sua duttilità lo rende il giocatore perfetto per la rivoluzione calcistica che Arrigo Sacchi porta nel calcio italiano, andando a comporre una delle difese più forti di tutti i tempi con Franco BaresiMauro TassottiAlessandro “Billy” Costacurta Filippo Galli. Nel 1989 arriva la prima Coppa dei Campioni, conquistata da titolare inamovibile sulla fascia con licenza di inserimento, che gli permette di raggiungere papà Cesare nell’Olimpo rossonero.

Prima con Sacchi e poi con Fabio Capello sulla panchina rossonera, è uno dei protagonisti della squadra degli “Invincibili” fino al 1993, quando contro il Parma si interrompe a 58 il numero di risultati utili consecutivi, record tuttora imbattuto nei cinque campionati europei più importanti. L’allenatore friulano, che aveva riconosciuto in Paolo le stimmate del predestinato già nella Primavera del Milan, è testimone del passaggio di consegne tra Baresi e Maldini quando nella stagione 1997/98 quest’ultimo diventa il nuovo capitano rossonero. Una statistica interessante che li vede protagonisti è quella secondo cui, nelle 196 occasioni in cui i due sono stati schierati come coppia di centrali, il Milan ha subito soltanto 23 reti.

Sotto la guida di Alberto Zaccheroni, nel 1999, arriva il primo scudetto da capitano del Milan, ma è durante l’era Ancelotti che Maldini può alzare ben due Champions League con la fascia da capitano al braccio, nonostante la delusione di Istanbul nel 2005.

Nel 2009, a 41 anni, il capitano rossonero appende gli scarpini al chiodo e la sua maglia numero 3 viene ritirata, con l’esplicita clausola che a vestirla nuovamente potrà essere soltanto un altro Maldini.

Paolo Maldini: il palmarès

Maldini è sicuramente uno dei giocatori italiani più vincenti di sempre, capace di conquistare 26 trofei in 25 anni di carriera con la maglia del Milan, ma distinguendosi anche dal punto di vista individuale. Per ben due volte, nel 1999 e nel 2003, si è classificato terzo tra i candidati al Pallone d’Oro ed è stato inserito in tante prestigiose classifiche, come nel 2002 quando è nel FIFA World Cup Dream Team tra i migliori 11 giocatori di sempre della storia dei Mondiali o nel 2004 quando fa parte dei FIFA 100, i migliori 125 calciatori di sempre.

7 Campionati italiani

1 Coppa Italia

5 Supercoppe italiane

5 Champions League

5 Supercoppe UEFA

2 Coppe Intercontinentali

1 Coppa del Mondo per Club

Paolo Maldini: la carriera in Nazionale

Con la nazionale azzurra, Paolo Maldini esordisce in Under 21 nel 1986 contro l’Austria dei pari età sotto la guida del padre Cesare, mentre veste per la prima volta la maglia della Nazionale maggiore il 31 marzo del 1988 contro la Jugoslavia. Nel 1993 contro il Messico trova il primo gol in azzurro, con Sacchi in panchina, e diventa capitano nel 1994, ricevendo il testimone anche in questo caso da Franco Baresi. Fino al 2002, anno del suo addio ai colori azzurri, Maldini raccoglie 126 presenze con l’Italia, di cui 74 con la fascia da capitano al braccio.

In linea di massima l’esperienza con la Nazionale è segnata da tante delusioni, come la semifinale persa contro l’Argentina ai Mondiali del ’90, la sconfitta in finale dei Mondiali 1994 contro il Brasile o in quella degli Europei 2000 contro la Francia. La più bruciante, probabilmente, è l’eliminazione agli ottavi contro la Corea del Sud ai campionati del mondo del 2002, proprio a causa di un suo errore difensivo su Ahn Jung-Hwan. In seguito alle critiche legate a questo episodio, Maldini abbandona la Nazionale e rifiuta la chiamata agli Europei 2004, chiudendo la sua esperienza in azzurro con il record di minuti giocati (2216) della storia dei Mondiali.

Paolo Maldini: alcune curiosità

Oltre a quello appena citato, Paolo Maldini può vantare diversi record, come quello di presenze con la maglia del Milan (902), club di cui è tuttora il più giovane esordiente grazie al debutto avvenuto a 16 anni e 208 giorni. È il giocatore dei Rossoneri con più presenze in Champions League (139) e, insieme allo storico capitano del Real Madrid Francisco Gento, detiene il record di otto finali di Champions disputate, con cinque vittorie. Nella sconfitta di Istanbul del 2004/05, però, Maldini ha realizzato altri due record: quello per il gol più veloce di una finale di Champions League (51.2 secondi) e quello di giocatore più anziano ad andare in gol in finale, con 36 anni e 334 giorni. Ha tuttora il maggior numero di presenze nelle competizioni UEFA per club con la stessa squadra (174), ma anche in Serie A può vantare il record di presenze (647, in coabitazione con Gianluigi Buffon) e di stagioni disputate consecutivamente (25, come Francesco Totti). Dal 2000, inoltre, è Ufficiale di Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

La carriera di Paolo Maldini, pur costellata di successi, si è conclusa in maniera amara. Non ha mai legato con i tifosi della Sud, rifiutandosi di partecipare alle loro riunioni e di presentarsi alle feste degli ultrà, ma soprattutto criticando sempre gli atteggiamenti violenti della tifoseria, quanto di più lontano possa esserci dalla sua idea di calcio. L’inizio di questi dissidi coincide con il giorno successivo alla finale di Champions persa contro il Liverpool e culmina, poi, nella partita d’addio al calcio del capitano rossonero. In quell’occasione, un gruppo di circa 50 tifosi ha contestato Maldini con due striscioni, invocando con un coro il nome di Franco Baresi. Fortunatamente, il resto dei 70.000 presenti ha reso il giusto tributo ad un campione che ha segnato la storia del calcio italiano, passando dall’essere “il figlio di Cesare” al difensore più forte e completo che la Serie A abbia mai visto.

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