Franco Baresi Milan
Leggende rossonere

Leggende rossonere: Franco Baresi, una vita intera dedicata al Milan

Considerato uno dei calciatori più forti della storia, Baresi può vantare venti stagioni con la maglia rossonera, di cui quindici con la fascia da capitano

La carriera di Franco Baresi lo ha visto indossare una sola maglia, quella del Milan. Con il club rossonero l’ex difensore della nazionale italiana ha disputato ben 20 stagioni, di cui 15 da capitano. Sicuramente un grande orgoglio per un’icona del calcio italiano e mondiale. In quegli anni, insieme ai suoi compagni di reparto – come Costacurta, Maldini e Tassotti – ha creato una delle più impenetrabili linee difensive.

Franco Baresi: la storia

Franco Baresi – all’anagrafe Franchino – è nato a Travagliato l’8 maggio 1960. Si affaccia al calcio da ragazzino, con i suoi due fratelli Angelo e Beppe. Proprio con quest’ultimo, all’età di 15 anni, decide di sostenere un provino con l’Inter. La squadra nerazzurra valuta però positivo soltanto suo fratello, scartando così Franco, considerato fragile e non idoneo alle caratteristiche fisiche che il club cercava. A questo punto fu Italo Galviati a suggerirgli di proporsi al Milan dove, dopo tre provini e l’insistenza di Guido Settembrino, nel 1974 Baresi entra nelle giovanili dei rossoneri. Da qui inizia così la storia nel calcio che conta.

L’esordio in Serie A arriva qualche anno più tardi, il 23 aprile 1978 – ad appena 17 anni – durante la partita Verona-Milan (1-2). In quella stagione riesce a ritagliarsi un po’ di spazio anche in Coppa Italia – dove ottiene 2 presenze – anche se la sua permanenza in squadra sembrava essere in bilico per qualche incomprensione, poi risolta, con Capello e Albertosi. Poco a poco il giovane difensore inizia gradualmente ad ambientarsi e ad essere apprezzato grazie non soltanto alle sue capacità tattiche, ma anche per grinta e affidabilità.

Nella stagione successiva (1978/79) l’allora mister Nils Liedholm lo mette in squadra sacrificando un libero di buon calibro, come Turone. In quell’anno Franco Baresi si conquista un posto tra gli 11 titolari, vincendo lo scudetto (il decimo nella storia rossonera) e facendo il suo esordio in Coppa UEFA.

Nel 1980 arriva la sentenza riguardante lo scandalo del calcio scommesse che condanna il Milan alla Serie B. Ciononostante Franco Baresi decide di non lasciare la squadra – rivelandosi uno dei pochi davvero attaccati alla maglia – e il 20 agosto di quell’anno trova la sua prima rete in maglia rossonera nel match di Coppa Italia contro l’Avellino concluso per 1-1. Il suo attaccamento alla società e alla squadra lo porta a lottare sul campo e a gioire, alla fine della stagione, per il ritorno in Serie A.

La stagione 1981/82 vede Franco Baresi affrontare un grande ostacolo, una malattia al sangue che lo costringe a lasciare per circa quattro mesi. Quel campionato da neopromossa per il Milan, si rivela un incubo. Infatti i rossoneri, senza l’affidabilità e la grinta di Baresi nel reparto difensivo, retrocedono nuovamente in Serie B. Per fortuna per la stagione seguente il difensore del Milan è pronto a tornare in campo. Dopo aver vinto il campionato del mondo del 1982 con l’Italia, rifiuta le avances della Juventus e firma un contratto biennale con il Milan – per circa 100 milioni di lire a stagione – conquistandosi la fascia da capitano a soli 22 anni, dopo gli addii di Maldera e Collovati. Entusiasta per aver sconfitto la malattia ed essere tornato in campo, guida la squadra alla seconda promozione nella massima serie. Rifiuta anche le offerte di Inter e Sampdoria, dimostrando di amare soltanto il Diavolo, società che gli ha dato fiducia e modo di mettersi in mostra.

Il salto di qualità, dopo anni un po’ complicati, arriva con il nuovo presidente Silvio Berlusconi e il cambio allenatore che vede Arrigo Sacchi sulla panchina del Milan. I rossoneri cambiano così modo di giocare e si rinforzano moltissimo, formando una squadra che negli anni successivi verrà definita (dalla rivista World Soccer) “la più forte di tutti i tempi“. Baresi però ha non poche difficoltà, legate soprattutto al rapporto con il nuovo tecnico.

Superate le problematiche, Baresi e i nuovi compagni riescono a compiere l’impresa, quella di superare in classifica il Napoli – vincendo proprio al San Paolo alla terzultima giornata di campionato – e conquistando la vetta e lo scudetto 1987/88. Nell’anno successivo il Milan si afferma anche in Europa vincendo la Coppa dei Campioni contro la Steaua Bucarest a maggio e nel mese seguente vincendo la prima edizione della Supercoppa Italiana ai danni della Sampdoria. In entrambe le situazioni fu Baresi ad alzare il trofeo al cielo e a gioire insieme ai compagni. Fu proprio uno di questi – Marco Van Basten – a “soffiargli” il pallone d’oro 1989.

Nella stagione 1989/90 continua il buon periodo del Milan, il quale vince la Supercoppa UEFA, la Coppa intercontinentale e la seconda Coppa dei Campioni consecutiva, perdendo però sia scudetto che Coppa Italia (in finale contro la Juventus). In questa ultima competizione Baresi si impone come capocannoniere con 4 reti grazie tripletta al Messina e il gol all’Atalanta). Al termine di un’altra stagione di Sacchi alla guida del Diavolo, in cui il Milan ottiene Supercoppa UEFA e Coppa intercontinentale, i rossoneri vengono squalificati per un anno dalle coppe europee. In quel periodo gli screzi tra Baresi e l’allenatore erano sempre più evidenti. Perciò il capitano, seguito dal malcontento di gran parte dello spogliatoio, chiede le dimissioni del tecnico al presidente Berlusconi.

Una volta accontentata la richiesta dei giocatori, sulla panchina dei rossoneri arriva Fabio Capello. Con lui alla guida del Milan, i problemi precedenti sembrano essere completamente spariti. Infatti il Milan vince tre scudetti, tre Supercoppe Italiane consecutive e un’altra Champions League. Nasce il Milan degli Invicibili, una squadra leggendaria capace di giocare ben 58 partite senza sconfitta. Il 6 aprile 1996 Baresi eguaglia il record di presenze di Rivera, con 501 partite giocate.

Chiusa la parentesi di Capello al Milan, la carriera di Baresi prosegue per un altro anno. Il 19 gennaio 1997 il capitano rossonero disputa la 700esima partita e annuncia il suo ritiro dal calcio al termine di quella stagione. Così l’1 giugno dello stesso anno Franco Baresi saluta la società, la squadra e i tifosi. Per la prima volta nella storia del club, la maglia numero 6 – da lui indossata con orgoglio – viene ritirata come ringraziamento per la sua carriera.

Franco Baresi: il palmares

La carriera di Baresi non può che essere da esempio per tutti. A dimostrazione dell’attaccamento alla maglia e dell’amore per questo sport, non ci sono soltanto i trofei vinti, ma tantissimi premi individuali che lo hanno portato ad essere il capitano più amato della storia rossonera e uno dei migliori giocatori del XX secolo – inserito alla 19esima nella speciale classifica fatta da World Soccer – oltre ad essere incluso nel 2004 nella FIFA 100, una lista di 125 più grandi giocatori viventi, elaborata dalla FIFA e da Pelé. Nel 2013 si è guadagnato un posto nella Hall of Fame del calcio Italiano. Così il suo palmarès acquista ancora più importanza.

6 Campionati italiani

2 Campionati di Serie B

4 Supercoppe italiane

3 Coppe dei Campioni

3 Supercoppa UEFA

2 Coppe intercontinentali

1 Coppa Mitropa

A questi trofei, si aggiunge un campionato mondiale vinto con la nazionale italiana nel 1982.

Franco Baresi: la carriera in Nazionale

L’esordio nella nazionale maggiore arriva già a 20 anni, dopo le ottime prestazioni di Baresi con il Milan. Partecipa nel 1980 ai Campionati europei e nel 1982 ai Mondiali di Spagna, dove la nazionale azzurra ottiene la vittoria. In entrambe le competizioni però il difensore rossonero non scende mai in campo, a lui è infatti preferito Gaetano Scirea, giocatore con più esperienza e a cui il talento non manca.

Il vero e proprio esordio giunge il 4 dicembre 1982 nel match Italia-Romania finito senza reti e valido per la qualificazione agli Europei 1984. Seppur impiegato con più frequenza, Baresi non ottiene mai un posto fisso e viene spesso inserito come centrocampista piuttosto che difensore. Riesce invece a diventare titolare per gli Europei 1988 e i Mondiali 1990.

Una volta arrivato sulla panchina azzurra il tecnico Sacchi, nel 1991, Baresi lascia la nazionale – sebbene da poco avesse ricevuto la fascia da capitano – anche se torna sulla propria decisione e disputa, da capitano, i Mondiali 1994 negli Stati Uniti. Nonostante un infortunio al menisco, Baresi rientra in tempo per la finale contro il Brasile. Prestazione molto positiva quella del difensore rossonero che però, per via dei crampi, fallisce il primo rigore. Quella partita finisce con una sconfitta amara e un mondiale sfiorato.

Il suo ritiro dalla nazionale arriva nel 1994 contro la Slovenia, concludendo così la sua avventura con gli azzurri con 81 presenze e 1 gol.

Franco Baresi: alcune curiosità

Dopo aver giocato per 20 anni con la maglia rossonera, Baresi ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato. Successivamente l’ex capitano del Milan si dedica alla carriera di allenatore e dirigente, iniziando proprio dalla società di Milano. In seguito vive una breve esperienza in Inghilterra, diventando direttore sportivo del Fulham.

Questa parentesi dura pochissimo, appena 81 giorni – dal 23 maggio al 20 settembre 2002 – quando si trova costretto a costretto a sollevarsi dall’incarico per alcuni contrasti avuti con il mister francese Jean Tigana. Così ritorna al Milan, sedendo sulla panchina della Primavera come sostituto di Mauro Tassotti, diventato a sua volta vice in prima squadra. Nel 2006 inizia a guidare i Berretti. Da agosto del 2008 è un membro della direzione marketing del Milan, mentre dal 2017 è brand ambassador del club rossonero di proprietà cinese.

Chiamato dai compagni prima Piscinin e poi Kaiser Franz (in onore di Franz Beckenbauer), Baresi nel 2005 viene condannato a una reclusione di cinque mesi – mai fatta poiché convertita in una sanzione di 5900 euro – relativa a una truffa sulla vendita di quadri.

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