Seedorf Leggenda Milan
Leggende rossonere

Leggende rossonere: Clarence Seedorf, campione di stile ed eleganza

Centrocampista completo, che ha sempre messo il suo talento al servizio della squadra. Girovago del calcio, ha trovato la sua casa al Milan

Grazie al suo talento Clarence Seedorf è stato un faro per i compagni di squadra. Un’artista del calcio, mai banale nelle sue giocate. Comandava l’orchestra in campo, anche avendo al suo fianco gente più esperta era lui a prendere le redini in mano. D’altronde le sue umili origini, la fuga dal suo paese natale – il Suriname – e la difficile infanzia in Olanda in pieno apartheid ne hanno forgiato il carattere e donato quel grande e perenne sorriso.

Alcune volte sembrava camminasse per il prato verde, ma le sue accelerazioni erano davvero impressionanti. Ed è proprio la libertà di esprimersi in mezzo al campo a rendere Seedorf il grande campione che è diventato. La storia del figlio di uno schiavo che conquistò il mondo del calcio con la tecnica e il sorriso sulle labbra.

Clarence Seedorf: la storia

Clarence Seedorf nasce l’1 aprile 1976 a Paramaribo, in Suriname. Nel 1978 la famiglia si trasferisce in Olanda, ad Almere, cittadina sita vicino Amsterdam. Cresce calcisticamente nell’Ajax, esordendo in prima squadra in campionato il 29 novembre 1992 nella partita contro il Groningen, poco meno che 17enne. Nella sua prima stagione da professionista conquista la coppa nazionale.

Dall’anno dopo diventa titolare della squadra, che guida nella stagione 1994/95 alla conquista del campionato e della Champions League battendo in finale il Milan di Capello. Viene nominato per due anni di fila talento dell’anno del campionato olandese. Nell’estate del 1995 passa alla Sampdoria per 7 miliardi di lire. Con i blucerchiati in 34 partite mette a segno 4 reti, portando la squadra a conquistare l’ottavo posto nella classifica finale.

L’anno dopo viene acquistato dal Real Madrid di Fabio Capello per la cifra di 17 miliardi di lire. Nella prima stagione conquista la Liga spagnola con sei gol e tre assist in 38 partite disputate. Completa il palmares l’anno seguente vincendo la Supercoppa spagnola, la Champions League e la Coppa Intercontinentale. Lascia i blancos dopo 159 partite e 20 gol nel gennaio 2000, acquistato dall’Inter per 47 miliardi di lire.

Con i nerazzurri Seedorf viene impiegato da esterno di centrocampo, ruolo non congeniale alle sue caratteristiche fisiche e tattiche. Offrendo comunque prestazioni di livello come la doppietta nel 2-2 contro la Juventus nella stagione 2001/02. Nei due anni e mezzo di Inter non vince nessun trofeo – unica volta nella sua carriera – e colleziona 92 presenze, 14 gol e 11 assist. Nell’estate del 2002, dopo lo scudetto sfumato all’ultima giornata contro la Lazio, viene ceduto al Milan per 22,5 milioni di euro coinvolgendo anche Coco nello scambio.

Al Milan diventa subito uno dei punti fermi del centrocampo. Durante il primo anno vince subito la Coppa Italia e la Champions League, divenendo il primo e unico calciatore della storia ad aver vinto questo trofeo con tre squadre diverse. Nella stagione seguente (2003/04) conquista il campionato, la Supercoppa Europea e la Supercoppa Italiana.

Dopo due anni pieni i successi, ne seguono altri due in cui il Milan non riesce a portare a casa nessun trofeo. Però le stagioni 2006/07 e 2007/08 sono quelle migliori a livello realizzativo per il campione olandese, le uniche in Europa nelle quali riesce ad arrivare a quota dieci gol. In queste due stagioni arrivano una Champions League – la quarta in carriera – una Supercoppa Europea e un Mondiale per club.

Eletto miglior centrocampista della Champions League 2006/07, ha contribuito attivamente alla vittoria finale con reti decisive. Protagonista indiscusso nel ritorno dei quarti contro il Bayern Monaco. Dopo il 2-2 in casa nella gara d’andata, mette a segno la rete dell’1-0 e l’assist – spettacolare, di tacco – per il raddoppio finale di Inzaghi.

Seedorf è stato decisivo anche nel Mondiale per club del 2007, segnando il gol decisivo in semifinale contro i giapponesi dell’Urawa Red Diamond. A fine torneo viene premiato come miglior centrocampista e secondo miglior calciatore dietro al compagno di squadra Kakà.

Nelle ultime stagioni in rossonero vince un altro scudetto nell’anno 2010/11 e la Supercoppa italiana 2011 battendo l’Inter in finale. Il 21 giugno 2012 annuncia l’addio al Milan dopo 10 stagioni con 432 presenze e 62 gol.

Seedorf decide di concludere la carriera in Brasile, firmando un contratto biennale con il Botafogo. Conquista il campionato carioca nel 2013, venendo nominato anche miglior calciatore del torneo. Colleziona 81 presenze e 24 reti con la maglia della squadra brasiliana. Il 14 gennaio 2014 da l’addio al calcio giocato per intraprendere la carriera da allenatore.

Diventa allenatore del Milan due giorni dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, sostituendo l’esonerato Allegri. Termina il campionato all’ottavo posto venendo a sua volta esonerato a fine campionato in favore di Filippo Inzaghi. La carriera da allenatore prosegue con esperienze non fortunate e brevi allo Shenzen (da luglio a novembre 2016), al Deportivo La Coruna (da febbraio a giugno 2018) e poi come ct del Camerun in coppia con Kluivert.

Clarence Seedorf: il palmares

Nella sua lunga carriera Clarence Seedorf ha alzato al cielo 21 trofei in 22 stagioni da giocatore, vincendo praticamente tutto ovunque sia stato. Nel 2004 viene inserito da Pelè nella lista FIFA100, contenente 125 nomi considerati tra i più grandi calciatori in vita al momento della stesura. È al settimo posto nella classifica dei calciatori con più presenze nelle competizioni europee con 163 presenze, solo 12 presenze dietro il primatista Casillas. Fa parte della stretta cerchia dei giocatori con più di mille presenze in gare ufficiali (1016).

Unico calciatore nella storia ad aver vinto la Champions League con tre squadre diverse: Ajax 1994/95, Real Madrid 1997/98, Milan 2002/03 e 2006/07.

2 Campionati Italiani

1 Coppa Italia

2 Supercoppe Italiane

2 Champions League

2 Supercoppe Europee

1 Mondiale per club

Clarence Seedorf: la carriera in Nazionale

La carriera di Clarence Seedorf nella nazionale olandese è sempre stata molto controversa. Debutta il 14 dicembre 1994, a soli 18 anni, nella partita contro il Lussemburgo segnando anche un gol. Partecipa con gli orange ai Mondiali del 1998 e ai campionati europei del 1996, 2000 e 2004, centrando la semifinale nelle edizioni del 2000 e del 2004.

Rientra nel giro delle convocazioni, dopo 2 anni di assenza, nel 2006 con l’avvento di Van Basten come commissario tecnico. Gioca tutte le qualificazioni da titolare, ma rinuncia alla partecipazione dell’Europeo del 2008.

Nonostante tutto, con la maglia della nazionale colleziona 87 presenze e 11 reti. A queste vanno aggiunte le altre 43 presenze e 13 gol con le nazionali giovanili tra il 1990 e il 1993.

Clarence Seedorf: alcune curiosità

Col debutto con la maglia dell’Ajax a soli 16 anni e 242 giorni, diventa il calciatore più giovane ad aver giocato in partite ufficiali con la maglia dei lancieri. Questo record ha resistito fino al 2018, battuto da Ryan Gravenberch che fa il suo esordio col club di Amsterdam all’età di 16 anni e 130 giorni.

Seedorf è lo straniero con più presenze con la maglia del Milan con 432 partite giocate. Nella stagione 2010/11 ha superato il precedente record di Nils Liedholm con 394 presenze.

Particolare la storia del suo cognome: il nonno Frederick era uno schiavo e appena liberato scelse di prendere il cognome Seedorf, “omaggiando” il suo padrone per averlo liberato.

Il calciatore olandese è stato molte volte fischiato dai suoi tifosi, accusato di scarso impegno nelle partite che contavano meno. Durante il derby con l’Inter del settembre 2009 – poi perso 4-0 dal Milan – Seedorf doveva sostituire l’infortunato Gattuso per giunta già ammonito e con i rossoneri sotto 2-0. L’olandese prese la sostituzione con calma, tant’è che gli addetti ai lavori parlano di un Seedorf impreparatissimo, addirittura in ciabatte. Il ritardo del cambio portò all’espulsione di Gattuso e al tracollo del Milan in quel derby.

Appassionato di moto, nel 2003 è stato proprietario di una scuderia che partecipava al campionato mondiale della classe 125: la Valsir – Seedorf Racing World. È stato anche proprietario della rivista Sport Auto e Moto.

Seedorf è anche molto impegnato in ruoli umanitari. Ha fondato l’associazione Champions for Children, per favorire l’educazione dei bambini attraverso lo sport nelle aree del mondo più disagiate, cominciando dal Suriname suo paese d’origine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *